MANIFESTO
Possiamo restare umani
Questo è il Manifesto di Posso. 7 punti che dicono chi siamo, in cosa crediamo e qual è il nostro impegno. E uno finale che li contiene ed esplode, tutti: Noi possiamo restare umani.
Io penso, dunque posso
Promuoviamo la consapevolezza dello sviluppo fondato sulla potenza del pensiero, che non può essere subordinato alla tecnologia: prima di dire, di digitare pensiamo a cosa vogliamo esprimere, produrre, fare. A chi vogliamo essere. È l’essere umano che deve dirigere la tecnologia: non è scontato, è una conquista quotidiana che chiede consapevolezza, curiosità, capacità di porsi domande, di stupirsi, di impegnarsi. A partire dai bambini.
Noi siamo relazione
Favoriamo relazioni autentiche tra bambini, genitori e scuola dove i bambini tornino, in un percorso educativo volto alla costruzione di capacità di ragionamento critico, a sentirsi osservati e accolti, in una formazione non fondata soltanto sulle performance.
L’educazione digitale non è un Cosa, ma un Come
Insegniamo ai bambini Come pensare digitale, ben prima di Cosa fare con il digitale.
La tecnologia non è neutra: l’AI deve essere un’estensione cognitiva, non una delega
La tecnologia non è mai neutra: produce sempre effetti e reazioni. L’AI in particolare è un meraviglioso strumento in continua evoluzione che dobbiamo imparare a conoscere e utilizzare per espandere le nostre capacità cognitive, non qualcosa a cui delegare i nostri pensieri, le nostre
scelte, la nostra vita.
L’errore è un’opportunità di crescita e apprendimento
Siamo esseri umani e possiamo sbagliare e proprio nell’errore troviamo l’opportunità di apprendere come processo di crescita.
Senza amore non c’è futuro
L’amore non è un sentimento, è una scelta: volere il bene dell’altro anche quando costa, restare quando sarebbe più facile andarsene. Si ama solo ciò che si può perdere — e questo nessuna macchina lo sa. L’empatia si impara, le emozioni si riconoscono. L’amore no. I bambini imparano ad amare perché vengono amati: non è una tecnica educativa, è la condizione di ogni educazione.
Tutto e subito non fa bene: abbiamo una responsabilità verso le nuove generazioni
Crescere è un percorso complicato che deve passare anche attraverso la frustrazione, le cadute e il mettersi alla prova. La gratificazione immediata è una cattiva maestra. In un tempo digitale dilatato e attrattivo, in cui tutto appare possibile sempre e subito, recuperiamo il senso profondo della parola responsabilità. Come adulti, educatori, genitori, professionisti lo dobbiamo loro.
Possiamo restare umani
In questo mondo iperconnesso e pochissimo in ascolto, ridiamo voce alla nostra coscienza, intesa come piena consapevolezza di noi stessi, del mondo che ci circonda e della nostra interiorità.
Ritroviamo il senso e la direzione nel gioco più bello di tutti, quello della vita.